diritti e sociale 

Venerdì presidio Non Una di Meno sotto Tursi contro il patrocinio all'”aperitivo con lo stalker”

Il Coordinamento Liguria Rainbow aderisce alla manifestazione prevista per venerdì 20 settembre sotto Tursi, <a seguito del patrocinio “involontario” dato dal Comune di Genova a una serie di appuntamenti>

<Di fronte allo scandaloso patrocinio concesso dal Comune di Genova e dal Municipio Levante all’evento “Aperitivo con lo stalker” (più altri due di stampo “anti gender”) del blogger noto per le sue esternazioni contro le donne sfregiate con l’acido e negazionista del femminicidio e dello stalking, Non Una di Meno Genova invita tutti e tutte a manifestare sotto il Comune venerdì 20 settembre dalle ore 17,30. Infatti, nonostante la cancellazione dell’evento avvenuta grazie alle moltissime proteste, le smentite paradossali e i rocamboleschi scaricabarile, le istituzioni cittadine non si sono mai dissociate dai contenuti misogini e omofobi espressi nei tre eventi in programma e vogliamo la certezza che nessuno dei tre si tenga.
La violenza di genere è un problema reale e strutturale della nostra società: va contrastata a tutti i livelli, non c’è spazio per chi la nega> spiega l’associazione. Non Una Di Meno.

<L’attenzione e l’indignazione – dicono a Liguria Rainbow – si sono concentrate sulla vergognosa gaffe del Sindaco, che peraltro non ha preso le distanze dai contenuti misogini del libro patrocinato: tanta è stata la protesta che la presentazione del libro è stata annullata. Ma esiste un filo nero che lega i tre appuntamenti organizzati dalla associazione padri separati, per cui occorre che ci si opponga in blocco: negazione della disparità di genere, derisione delle vittime e sconferma delle leggi che in questi anni hanno cercato di dare risposte parziali al problema della violenza maschile; bigenitorialità come rivendicazione della paternità in opposizione all’altro genitore (la madre), terreno di scontro tra uomini e donne nel quale si intende togliere, ai soggetti più deboli economicamente, diritti e tutele come a volere la rivincita dopo una stagione di conquiste di parità ed emancipazione delle donne; in ultimo il gender, cioè la chiusura degli spazi di laicità a partire dalla scuola, per imporre il primato della educazione delle famiglie in contrapposizione alla educazione libera e plurale del corpo docenti e delle agenzie di formazione. Propaganda più insinuante e subdola, che usando il termine gender come spauracchio, intende estromettere dalla scuola ogni progetto didattico per insegnare agli alle studenti la relazione con l’altro da sé, la consapevolezza, il riconoscimento e il rispetto delle differenze, la possibilità di essere se stessi con gioia, liberi e libere dai vincoli degli stereotipi e delle aspettative sociali>.

<Attraverso il rassicurante riferimento alla famiglia tradizionale o naturale – continuano all’associazione -, i sostenitori del fantasma gender colpiscono e demonizzano le persone che in quel modello rigido e arcaico non si riconoscono, in primis le persone lgbti+, ma anche migranti, persone di altre fedi religiose, donne non sottomesse nei ruoli di mogli e madri oblative e disposte al sacrificio di sé e dei propri desideri. Più che naturale, allora meglio frizzante, per desiderare una società con spirito critico, laicità e felicità per tutte e tutti>.

Venerdì 20 settembre dalle ore 17,30 via Garibaldi, presidio Non Una di Meno Genova

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